Installazione urbana “Big Bamboo”, Venezia, Roma (Italia)

Nel 2010 due giovani artisti americani, Doug e Mike Starn, presentano al Metropolitan Museum di New York un’interessante installazione chiamata “Big Bambú: You Can’t, You Don’t and You Won’t Stop” che si classificò come la nona esposizione più visitata nella storia del museo americano e la quarta più vista al mondo in quell’anno. L’imponente opera fu presentata l’anno successivo, in versione ridotta, alla 54° Biennale d’arte di Venezia, offrendo al pubblico l’occasione di sperimentare l’ebbrezza di una passeggiata, quasi ad essere sospesi nel vuoto, all’interno di una singolare cattedrale-capanna, accessibile a un massimo di centoventi persone alla volta, costruita in due mesi con ottomila canne di bambù e l’aiuto di venticinque esperti arrampicatori italiani e americani. L’opera si sviluppa fino a venticinque metri di altezza ed è concepita come un organismo vivente in continuo cambiamento nella sua complessità ed energia: un’architettura-scultura urbana realizzata con un materiale solido e flessibile, oltre che altamente simbolico, come il bambù.

L’11 dicembre 2012 il “Big- Bamboo” dei due artisti statunitensi fu montata nuovamente nello spazio esterno del “Museo Macro” nel quartiere Testaccio a Roma. Rendendo la flessibilità e gli intrecci del bambù elementi fisici di costruzione, il visitatore può abbandonarsi nello spazio di quest’opera d’arte in continua trasformazione, concepita come se la costruzione non fosse mai finita. In questo modo i fratelli Starn creano una delle poche opere d’arte contemporanea che, pur presentandosi come una scultura urbana, è capace di accogliere lo spettatore e di inglobarlo come parte integrante del processo. «Big Bambù» è anche un sorprendente luogo d’incontro e di aggregazione, dove fermarsi a chiacchierare, ad ascoltare una presentazione, a leggere un libro o, semplicemente, a guardare il panorama da un punto di vista unico e spettacolare.

Committente

Doug and Mike Starn

Data

2011 – 2012

Progettista

Doug and Mike Starn