Spazio Emilio Vedova, ex-magazzini del sale, Venezia (Italia)

Nel 1984, durante i lavori per la messa in scena del “Prometeo”, Renzo Piano s’impegnò con Emilio Vedova a progettare uno spazio espositivo che ospitasse le opere del pittore veneziano e già allora si parlava di un sistema dinamico di movimentazione delle grandi tele. Nel 2008, l’idea nata molti anni prima, si concretizzò. Il Comune di Venezia decise di destinare a tale scopo il bellissimo spazio della prima navata dei magazzini del sale alle Zattere, dove Emilio Vedova aveva lavorato a lungo prima della sua scomparsa. La Fondazione “Emilio e Annabianca Vedova”, presieduta da Alfredo Bianchini, diede concreto impulso all’iniziativa, Renzo Piano organizzò lo spazio e Germano Celant ne curò la mostra. Lo spazio espositivo è organizzato in modo davvero unico nel suo genere. Un pavimento inclinato in tavole di larice aggiunge uno speciale effetto prospettico alla sala espositiva lunga più di 60 metri e larga solo 6.

Le opere sono depositate in un “macro schedario” situato nella sezione più interna del lungo vano e vengono prelevate, trasportate e tenute sospese all’altezza del visitatore tramite un sistema robotizzato e computerizzato. Una vera e propria macchina, sofisticata ed avveniristica, che fa scorrere delle piccole gru a braccio su una rotaia appesa alle capriate lignee della copertura, prelevando e riponendo i quadri secondo l’ordine desiderato che viene programmato di volta in volta. Nonostante la complessa tecnologia impiegata si tratta di un’installazione sobria, realizzata con grande rispetto per il prezioso edificio che accoglie le opere. La tecnologia ed il rispetto per la natura si ritrovano negli impianti: sonde geotermiche per ottenere una climatizzazione senza sprechi, il controllo computerizzato del consumo di elettricità assicura minor dispendio di energia.

Committente

Fondazione Emilio & Annabianca Vedova

Data

2008/10

Importo

€ 665.000

Progettista

RPBW – arch. Renzo Piano con Alessandro Traldi