Installazioni

Porte della Speranza

Milano, Brescia, Lecco, Venezia, Modena, Roma, Reggio Calabria, Palermo | Italia

PROJECT DETAILS

Città
Milano, Brescia, Lecco, Venezia, Modena, Roma, Reggio Calabria, Palermo
Paese
Italia
Cliente
Comitato Giubileo Cultura Educazione
Progetto architettonico
Michele De Lucchi - Stefano Boeri – Joseph Grima – Mario Martone – Horacio Pagani – Gianni Dessì – Ersilia Vaudo - Massimo Bottura
Periodo
2025 - in corso
Servizi forniti
Progettazione strutture
Settore
Installazioni
Tecnica costruttiva
legno, acciaio

Un programma per nove istituti

BUROMILAN aderisce all’iniziativa Porte della Speranza, promossa dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Otto Porte monumentali site-specific, firmate ciascuna da un diverso interprete e collocate dinanzi a un istituto penitenziario italiano. Un percorso artistico, educativo e sociale che intreccia visione creativa, competenza ingegneristica e ascolto della comunità carceraria.

Un programma per nove istituti

BUROMILAN aderisce all’iniziativa Porte della Speranza, promossa dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Otto Porte monumentali site-specific, firmate ciascuna da un diverso interprete e collocate dinanzi a un istituto penitenziario italiano. Un percorso artistico, educativo e sociale che intreccia visione creativa, competenza ingegneristica e ascolto della comunità carceraria.

CASA CIRCONDARIALE DI MILANO SAN VITTORE “FRANCESCO DI CATALDO” – PORTA DI MICHELE DE LUCCHI

La prima Porta interroga il significato di soglia attraverso due alti battenti rivestiti in legno lavorato a punta di diamante. I battenti sono lasciati semichiusi e sono privi di telaio, così che l’opera evochi un passaggio aperto più che una chiusura.

All’interno del carcere, il progetto accompagna i detenuti in percorsi educativi e formativi di crescita personale. All’esterno, invita la città a superare il pregiudizio e a riconoscere il valore umano e riabilitativo degli istituti di pena.

 

 

La base come telaio
Le due ante sono elementi autoportanti bordati in metallo. Poggiano su un’unica piastra in acciaio che le vincola al suolo. È la base a garantire la stabilità che in una porta tradizionale spetterebbe al telaio, e i battenti restano liberi nello spazio.

CASA CIRCONDARIALE DI BRESCIA CANTON MOMBELLO “NERIO FISCHIONE” – PORTA STEFANO BOERI

La seconda Porta si sdoppia in due installazioni in legno. La prima, all’interno del carcere, è un’interfaccia che informa i detenuti sulle opportunità di lavoro e di formazione. La seconda, nello spazio pubblico di piazzale Arnaldo, racconta alla città la realtà carceraria. Sono due soglie distinte che, scambiandosi informazioni, trasformano la distanza in inclusione.

Sollevata da terra
Un portale in legno alto 3 m accoglie un’anta-schermo con profili in acciaio. L’anta poggia su appoggi puntuali che la staccano dal suolo, per proteggere dall’umidità sia l’elettronica sia il legno.

Elisa Chiari, Francesca Trovato, Silvia Delucchi, Duccio Pintucci

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