
In Piazzale Accursio, lungo l’asse di Viale Certosa, sorge l’ex stazione Agip Supercortemaggiore, commissionata nel 1952 da Enrico Mattei all’architetto Mario Bacciocchi e a lungo considerata un vero e proprio tempio dell’automobile, frequentato dai tanti che si spostavano sulla Milano-Laghi nel finesettimana. Non più in funzione dalla fine degli anni ’80, è stata oggetto di un intervento di restauro conservativo e di consolidamento statico per volere di Lapo Elkann e di Carlo Cracco. Oggi ospita la nuova sede di Garage Italia, che al piano terra dell’edificio ha organizzato la propria officina per la personalizzazione delle auto, destinando il piano superiore a un ristorante la cui gestione è affidata a Carlo Cracco.
La struttura, conosciuta come una delle architetture più originali della sua epoca, è un esempio dello stile streamline moderno ed è caratterizzata dalla testata arrotondata, all’intersezione tra Viale Certosa e viale Espinasse, oltre che dalle ardite tettoie a sbalzo. L’intervento di conservazione ha garantito il mantenimento dell’ingresso in vetro e metallo posto in corrispondenza del vertice dell’edificio, mentre è stato necessario procedere alla pulizia e al risanamento delle tessere di mosaico in ceramica che rivestivano le facciate esterne e la superficie curva delle tettoie, fino a restituire il loro colore originale. Per valorizzare la forma aerodinamica dell’edificio, sono state installate due file neon che corrono a perimetro delle ali, posizionate come negli Anni ’50.
Il carattere storico del manufatto, la sua posizione all’interno del tessuto urbano e il suo conseguente valore simbolico per la città, hanno richiesto un rigoroso lavoro di indagine sulle strutture esistenti, le quali, essendo state realizzate a suo tempo con materiali poveri e di recupero, necessitavano di un radicale lavoro di riconsolidamento. Una particolare attenzione si è posta nei confronti del rispetto dei vincoli legati al carattere storico della struttura, mentre è stato necessario implementare accurate operazioni di bonifica da materiali pericolosi ed inquinanti, legati alla vecchia funzione dell’edificio.
Uno degli aspetti più critici del cantiere ha riguardato la verifica costante delle attività di scavo al di sotto delle fondazioni esistenti. L’intervento ha richiesto la realizzazione di nuovi muri controterra in calcestruzzo, pilastri, fondazioni dirette su piattabande e solette controterra di interconnessione. Le fondazioni sono state sostenute in fase d’opera da micropali armati con tubo in acciaio a sostegno dell’edificio per la sola fase di scavo. Considerato il contesto vincolato dell’edificio e la sua centralità, è stato necessario coordinare diversi specialisti di settore, al fine di gestire appropriatamente i numerosi aspetti correlati ai lavori d’intervento di riqualificazione.
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