
L’intervento si colloca a Roddino, in provincia di Cuneo, nel pregiato contesto dell’Unione dei Comuni delle Colline di Langa e del Barolo: un sito dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO, in un paesaggio caratterizzato da castelli e borghi e dai vigneti del Dolcetto e del Nebbiolo. La ristrutturazione dei due edifici storici è avvenuta secondo una logica di mantenimento dei volumi esistenti, con la realizzazione di alcuni nuovi corpi adiacenti a servizio dell’abitazione a formare un nuovo volume in legno e vetro, avendo cura di mantenere il passo strutturale e la consistenza muraria delle antiche case rurali. I nuovi ambienti di servizio, come il parcheggio sotterranei, sono stati invece realizzati in modo da risultare non visibili o inglobati nel paesaggio.
Il recupero dei due fabbricati è avvenuto innanzitutto attraverso il consolidamento strutturale. In alcuni casi, per garantire la sicurezza dal punto di vista statico e nel rispetto della normativa antisismica, si è resa necessaria la sostituzione delle strutture preesistenti. Il progetto ha riguardato anche una serie di miglioramenti tecnologici non invasivi, al fine di aumentare le prestazioni energetiche dell’involucro nel rispetto degli aspetti tipologici, formali e strutturali di valore storico. Il nuovo volume in legno e vetro, che ha sostituito una porzione demolita del casale A, si compone di telai in legno lamellare 100×230 mm, posti ad un interasse di 1,7 m, controventati in verticale e in orizzontale da pannelli in legno stratificato incrociato.
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